Cuba 20 anni fa

Circolo culturale I comunisti

 

21 febbraio 2021

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un resoconto di Carlo "Carlito" Marenda, su Cuba 20 anni fa.

Ed è scrivere su Cuba e fare un resoconto dei miei viaggi ed esperienze sia perché sono passati vent'anni e quindi penso che ci siano stati dei cambiamenti, sia perché è difficile sintetizzare in un articolo i ricordi e i sentimenti da me vissuti, così come è difficile rendere reali per chi legge le atmosfere, i colori, i suoni, il clima che caratterizza l'isola caraibica.

La prima volta che ho visitato Cuba era un paese che si definiva in costituzione marxista e martiano (in omaggio al grande eroe rivoluzionario José Marti), e ancora Fidel Castro era alla guida del paese.

Era l'inverno del 2000, ero partito dopo contatto con l'ambasciata per un problema di salute. Avevo una opacità del vitreo che mi dava veramente molto fastidio e volevo valutare la possibilità di un intervento che in Italia all'epoca nessuno mi avrebbe approvato (tra l'altro a quei tempi Cuba era alla avanguardia nella cura della retinite pigmentosa).
Giunto alla Avana ho subito cambiato la residenza dall'hotel per quella di una famiglia che gestiva una casa particular nel quartiere Centro Avana.
I giorni seguenti accompagnato dalla gentile signora Lidia proprietaria di casa mi sono recato presso la clinica Cira Garcia che è una clinica nota a livello internazionale dove si accettano pazienti stranieri. Anche lì mi hanno sconsigliato l'intervento alla pari dell'Italia, e per togliermi ogni dubbio residuo ho fatto anche un'altra visita presso l'ospedale oftalmico della capitale che lì chiamano “La Ceguera”col medesimo responso, in questo caso non ho pagato nulla a parte in verità una piccola mancia (le mance sicuramente ben accette non sono pratica comune perché quando ho avuto bisogno in un altro ospedale mi hanno curato gratis senza problemi pur essendo straniero).

C'è da dire che il personale sanitario e i muratori sono le categorie meglio pagate a Cuba. Già allora i medici che operano all'estero insieme ai marinai e agli sportivi avevano diritto all'automobile personale.

Avendo un biglietto aperto a 3 mesi ho iniziato a girare per conoscere l'Avana e altre regioni dell'isola, ed ho avuto modo di comprendere in maniera abbastanza approfondita la vita reale fuori dai soliti percorsi turistici.

La città dell'Avana è molto coinvolgente sotto molti punti di vista e non mancano aspetti positivi e negativi.
Innanzitutto quando ci metti piede la prima volta quello che colpisce, in senso negativo, è un mix di odore di benzina e gas di scarico che si mescolano col profumo di piante tropicali, inoltre è una città dove la gente non si faceva problema a gettare i rifiuti a terra per strada (questa sporcizia non si riscontra in nessuna altra città dell'isola), di riscontro è una città viva, affascinante, ricca di cultura.

Malgrado esista una piccola delinquenza legata soprattutto alla prostituzione e purtroppo anche alla droga, questa non ha una dimensione di crimine organizzato e praticamente mai violenta.
In effetti posso dire di essere andato di giorno e di notte da solo e a piedi in posti dove in Italia persone di buon senso avrebbero avuto paura e mai mi sono sentito in pericolo (una volta per comprare una scatola di sigari ho percorso tutto lo scantinato di un palazzo nei pressi della Stazione).

Quello che più colpisce della gente della Avana è la cordialità e la espansività, la voglia di fermarsi e perdere tempo a parlare... a volte questa cordialità è interessata perché ogni straniero che qui chiamano in senso negativo Yuma è ritenuto una persona potenzialmente abbiente e da alleggerire sia con l'offerta di sigari o ragazze che si prestano ad “accompagnare”i turisti. Ragazze, ma anche ragazzi si chiamano jineteras o jineteros che ma tradotto è quelli che cavalcano e ti accompagnano per denaro...in pratica sesso e compagnia a pagamento. Una volta ho chiesto al marito di Lidia quale fosse la differenza tra prostituta e jinetera , lui mi ha risposto: uguale.

Ribadisco che questo comportamento è relativo ad una sola parte minoritaria della popolazione, ma comunque esiste ed è ben presente soprattutto nei luoghi come il Centro e l'Avana vecchia.

Lidia lavorando presso la biblioteca della tecnica che si trova nel Campidoglio mi ha fatto da guida per la visita del suddetto.

Nell'atrio c'è il km 0 da dove si misurano tutte le distanze dell'isola e una statua di donna che rappresenta Cuba.
Un tempo sede del parlamento ho avuto l'onore di sedermi sugli scranni, queste poltroncine sono state ristrutturate gratis da artigiani dopo la Rivoluzione.

Se non uscivo rimanevo in casa e la sera è d'obbligo il notiziario, ancora ricordo la sigla, che è molto incentrato su notizie che riguardano paesi americani, africani e asiatici.
Dopo il telegiornale spesso seguiva un approfondimento, “la mesa redonda” sugli argomenti più importanti.

In quell'anno c'era stata la votazione per il rinnovo dell'Assemblea Popolare e Fidel che era stato riconfermato presidente: ricordo il discorso in cui diceva che sarebbe rimasto solo un secondo in più di quanto le forze fisiche e mentali glielo avrebbero consentito e si sarebbe dimesso subito dopo. In quei tempi in Italia si inseguivano notizie sul cattivo stato di Fidel e della sua probabile morte, così ho chiesto a Lidia se avesse dei problemi di salute e lei mi disse che aveva un problema ad una gamba e per il resto sarebbe morto vecchio e nel suo letto perché malgrado tutto era ancora molto forte e amato.

Un giorno in TV vedo un uomo spiccicato a Fidel, ma più anziano... era suo fratello Ramon e vedi caso aveva lavorato nello stesso edificio di Lidia e si era occupato di agricoltura.

Io sono stato a Cuba in un periodo in cui c'era già stato un assestamento della economia dopo la crisi dovuta alla caduta della Unione Sovietica e prima ancora del Comecon.
Questo periodo di crisi si chiama Periodo Especial e ha portato mutazioni notevoli in senso negativo nel livello di vita della popolazione, con crollo delle esportazioni e penuria di beni anche di prima necessità ed ha fatto sentire tutta la forza del blocco economico statunitense.

Ci sono state anche delle riforme economiche di apertura alla piccola impresa privata soprattutto nel campo della piccola ristorazione, del piccolo commercio e nella creazione di imprese a capitale misto statale e straniero nel settore, che diventerà trainante, del turismo e alberghiero.

La svolta del turismo è stata messa a dura prova da attentati gestiti dai soliti noti, che hanno tentato di distruggere il settore e dare il colpo di grazia alla Rivoluzione.

In uno di questi attentati è morto un giovane imprenditore italiano, Fabio Di Celmo, e la bomba che lo ha ucciso è stata pagata $2000.

Come ho già detto ho avuto modo di vedere aspetti economici della vita. Dal punto di vista monetario esistevano 3 monete: il peso, il peso convertibile (pari al dollaro) e il dollaro.
I dollari sono in gran parte rimesse dall'estero o soldi dei turisti.

Apro una parentesi: malgrado l'embargo economico esiste una quota di emigrazione regolare concordata tra Cuba e Stati Uniti che viene tra l'altro fatta con sorteggi.

Ci sono negozi in peso e negozi in sola valuta. I negozi in valuta servono al governo per rastrellare i dollari per comprare sul mercato internazionale beni che si pagano in valuta esempio petrolio.
Va da sé che i negozi ben forniti e con beni di qualità sono quelli in dollari. Questa doppia moneta crea però problemi e squilibri e spinge le persone e soprattutto i giovani a cercare di mettere assieme i $ per poter comprare abiti o scarpe alla moda o frequentare locali dove le consumazioni sono in $ o sigarette e alcolici sempre in $.

Ed è un mercato parallelo a quello in pesos che in molti contrariamente alle parole di Fidel crea un'ansia consumistica e una voglia di apparire, in buon sostanza un egoismo che nulla hanno a vedere col socialismo.

Invece per quanto riguarda i beni alimentari e i beni essenziali e i servizi basici (acqua, luce, gas) hanno prezzi calmierati e irrisori.
In verità i beni alimentari che servono alla famiglia vengono distribuiti anche gratuitamente tramite la tarjeta e posso dire di avere visto con i miei occhi, delle porzioni assegnate soddisfacenti soprattutto per quanto riguarda le uova, poi la spesa si può completare o integrare nei mercati dove i prezzi sono sempre bassi.

Per quanto riguarda la carne bovina (le cui porzioni assegnate sono ridotte) ed il latte a Cuba sono riservati ai bambini e ai malati. Tuttavia al quartiere Vedado ho visto un supermarket in valuta dove vendevano carne bovina confezionata in pezzatura da 1 kg.
La carne accessibile e popolare è quella di maiale e di pollo.
Il pollo veniva dal Canada e veniva importato a 1$ a animale.
La frutta è favolosa ed abbondante e a parte le arance è tutta naturalmente di tipo esotico: avocado, guaiba, papaya e soprattutto mango. Le banane hanno qualità differenti e sono consumate a crudo come frutta ma anche cucinate (platano fritto e purèe). Verdure: fagioli manioca e qualche patata, aglio...

Si può dire che la frutta durante il Periodo Especial ha letteralmente salvato dalla fame i cubani.

Il piatto quotidiano è riso pollo e fagioli neri. Il riso (arroz) di tipo orientale fa le veci del pane, esiste anche il pane, ma viene sopratutto consumato nei sandwiches prosciutto e formaggio (bocadito jamon y queso).

Per quanto riguarda la canna da zucchero non è più settore trainante dell'economia, nei tempi del commercio con l'Urss aveva raggiunto gli 8 milioni di tonnellate e veniva scambiata a pari titolo col petrolio, ora è un settore molto dimesso: ciò non toglie che al posto del cuba libre si possa trovare per strada e bere il guarapo, che è succo di canna da zucchero.

Non si può parlare di Cuba senza menzionare la musica e il ballo che condizionano in modo prepotente la cultura del paese. La salsa che qui chiamano “casino” (con la esse dura) è materia di insegnamento nelle scuole.
Un forte influsso è dato dalla cultura africana o meglio africano-caraibica sia per la musica che per il ballo che per le tradizioni religiose: non esiste solo la salsa, insomma.

La seconda religione dell'isola è la Santeria, dove i Santi cristiani si mescolano e si confondono agli Orisha africani.
Il più venerato è san Rocco che qui chiamano San Lazzaro. Il culto di san Lazzaro che cade il 17 dicembre è molto sentito e si fanno processioni in onore del santo per chiedere una grazia di qualsiasi natura, soprattutto nel campo della salute.
C'è anche l'usanza di vestirsi completamente di bianco per esternare l'intenzione di seguire un percorso di meditazione e astinenza.

Ma l'influenza afro-caraibica si fa sentire soprattutto nel Carnevale che è la festa popolare più sentita (ogni città ha il suo) e dura parecchi giorni... è una assordante gioiosa sfilata di musica e balli (tra cui la Conga) dove i freni inibitori cedono spesso alle bevute e alla bellezza femminile.

Per contro d'estate il governo organizza serate di festa e musica in piazza chiamate “verano a los cubano”.
Durante il mio soggiorno alla Avana abitavo a 50 mt dalla casa di Copay Segundo, del gruppo Avana Social Club, ma non ho mai avuto il coraggio di andargli a bussare alla porta.

Un giorno avevo chiesto al marito di Lidia di accompagnarmi in sidecar a trovare Gregorio Fuentes, il vecchio de “Il vecchio e il mare” di Hemingway, che allora aveva quasi 100 anni e viveva in un paesino a pochi km dalla capitale, ma anche allora non ho avuto fortuna perché un temporale tropicale ci ha sorpresi lungo il tragitto, e quindi ho optato per visitare la piscina olimpica e parlare con gli atleti che si allenavano là.

Fidel Castro è naturalmente la figura principale e più carismatica della Rivoluzione cubana, ma accanto a lui ci sono stati diversi personaggi che hanno avuto un peso determinante: tralasciando chiaramente Che Guevara e Raoul Castro, cito Celia Sanchez, Frank Pais e Camillo Cienfuegos. Camillo operaio e figlio di operai scomparso in un disastro aereo nel mare davanti alla Avana è amatissimo ed è originario del quartiere Lawton a sud della capitale, ha rischiato più volte la vita in battaglia ed è ricordato per la sua fermezza e al contempo per il suo carattere aperto e sorridente, testimone di nozze del Che.

Fidel all'inizio della sua carriera politica apparteneva la partito ortodoxo il cui simbolo era la scopa e il programma la lotta alla corruzione, la riforma agraria, il diritto alla salute e alla abitazione.

La residenza per lo meno anagrafica di Fidel non si trova in Plaza de la Revolucion, ma al Vedado calle 11.

Il primo presidente cubano dopo la Rivoluzione non è stato Fidel ma l'anticomunista Urrutia Lleò, prima scappato nell'ambasciata venezuelana e poi negli Stati Uniti.

Il Che è seppellito a Santa Clara dove si trova il suo mausoleo e dove ha combattuto una delle battaglie più importanti della Rivoluzione, quella del treno blindato: riposa in un piccolo loculo su cui viene proiettata una stella luminosa, nel loculo si trovano i resti ritrovati in Bolivia nel 1997 meno le mani che dovrebbero essere in possesso della CIA negli Stati Uniti.

La stella del basco del Che non è mai stata rossa, il giacchetto che tutti conoscono dai manifesti e che è stato immortalato in una foto di Korda che ritrae Che Guevara durante lo scoppio di una bomba alla Avana è verde petrolio. Chi lo ha conosciuto direttamente ne parla come una persona disponibile e che non ha mai avuto atteggiamenti o pose marziali. Penso che tutti sappiano che il Che, medico, è stato ministro dell' industria e direttore della Banca centrale cubana ed era giustamente ammiratore di Stalin.

Esiste un forte campanilismo in questo caso non tra nord e sud, ma tra occidente e oriente tra la Avana diciamo anche un po' filo USA e Santiago comunista dura e pura.

L'ambasciata svizzera fa le veci di quella statunitense.

 

( da facebook: Circolo culturale I comunisti )